Menù matrimonio: non solo portate, ma stile in tavola
Il menù non è un vezzo, è un elemento che completa la mise en place e parla del tuo stile. Ma va fatto bene, o è meglio non farlo affatto.
Il mio approccio Il menù? Solo se ha senso farlo.
Lo so, il menù divide sempre: c’è chi lo adora e chi lo trova inutile.Io dico che il menù è un elemento di stile, ma solo se curato e pensato in ogni dettaglio.
Gli errori più comuni (da non fare)
Ecco i casi in cui il menù può trasformarsi da chicca a “vorrei ma non posso”:
- Formato: o lo fai per tutti, o cambi formato.
Uno ogni due ospiti = effetto risparmio.
- Differenziati per dieta: se non hai segnaposto, inutile fare menù specifici (vegani, celiaci, ecc.). Si siederanno a caso e leggeranno piatti che non mangeranno.
- Bambini: menù “pasta al pomodoro e cotoletta” stampato?
Risparmia: staranno seduti mezz’ora, non ne vale la pena.
Quando il menù fa la differenza, perché può diventare un elemento memorabile
- Decora la tavola: soprattutto se la mise en place è semplice.
- Completa il coordinato: mantiene il filo conduttore con tutta la stationery.
- Segnaposto + menù: combinati sono una chicca che gli ospiti portano a casa.
Come scegliere il formato giusto
Il formato più comune è il 9×21, ma possiamo studiare insieme soluzioni creative: verticali, pieghevoli, con inserti, sagome particolari o applicazioni. L’importante è che il menù non sembri un’aggiunta dell’ultimo minuto, ma parte integrante della mise en place.
Quindi no ti prego a “il menu ce lo fa la location!”
Coordinare il menù al resto della stationery
Un menù ben fatto non vive da solo: riprende colori, font, illustrazioni e dettagli delle partecipazioni e del tableau. Così, anche un oggetto “usa e getta” diventa un elemento che parla di voi.